A un anonimo

Fratelli, sto per cantare ebbre e lievi
partiture innaffiate a fine maggio.
Sto per incorniciare fiori brevi
con un esiguo, scricchiolante raggio
in controluna. Attendo si levi
la bruma celestina sopra il faggio
cui affidare i miei sogni primevi
perché s’affaccino all’incerto viaggio.
Fratelli, voglio mi si baci solo
con luce e tenebra di puro verbo.
La leggerezza che vesto traduce
le stelle nella pelle, mi conduce
ad annusare il volto ancora acerbo
d’un fiore che si stacca presto in volo.

24 Replies to “A un anonimo”

  1. tu canta, non smettere, non perdere il vizio: e noi Fratelli in poesia, sapremo annusarti il volto ancora acerbo, come quello dei fiori di questo maggio tormentato

  2. lìho letta e riletta da un po’ e non sapevo cosa scrivere perchè mi ha spiazzato! E’ bellissima, il ritmo, le immagini, i colori, potrei quasi sentirne i profumi e gli ultimi quattro versi mi han tolto il fiato. posso dirti solo grazie davvero!

    1. Ecco, lo sapevo che mi ricapitava :(

      Comunque la poesia dà un senso di precarietà, di partenza/cambiamento imminente.
      Il bicchiere della staffa era quello che si beveva quando si aveva già un piede nella staffa del cavallo, per partire: mi sembrava adeguato come accostamento! :)

    2. Eh, sì. Allora avevo intuito giusto. Che sia un bel viaggio, allora! :)

      Sono io che sono molto “antico” in certi riferimenti e nel mio esser contorto. Non prenderti colpe che non hai! ;)

  3. Meraviglioso componimento, perla ultima tra perle e opere che, come pietre preziose, inanellano questa Casa della Poesia. Irene è una grande poetessa, a mio avviso.
    Grazie, Irene 🙏❤️

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