Adagio

L’anima dei mondi, un crepitio
interno alla roccia: dopo ogni canto
di vento, siepi e mare, il brillio
tra le ciglia, la mia notte e il suo pianto
di stelle, l’infinito moribondo
nello sguardo perso oltre l’orizzonte
e il vecchissimo giro giro tondo
di pianeti attorno al sole oltre il monte
bisbigliano cose sull’altra riva,
su quella ch’è specchio d’eterno nulla
in cui mi lascio andare alla deriva,
la dolce, chiara, sempreverde culla
il cui grembo partorì questa terra
che al cielo in seguito dichiarò guerra.