Aeroplani di carta

Altrove, cercami: un tintinnio
in volo nudo al di là di barriere,
l’autunno di foglie, un dondolio
d’altalene a rottami al parco giochi
di bulli prepotenti, un brusio
sgraziato di turisti della vita,
le città invisibili, un addio
di corpi innamorati tra le sterpi,
un canto alla luna in mezzo al ronzio
di produzione, la violenta brama
di silenzio musicale, un fio
pagato troppo presto, i saggi alberi,
un fastidiosissimo cigolio
di porte sbattute in faccia, il fiume
nella notte colorata di brio
d’un battello deviato, fra le siepi
l’antico pigolante crepitio
nelle stelle d’una poesia nuova,
l’odio radicato nel sussurrio
cucito sulla pelle con il sangue,
pensieri di luce, un balbettio
in cerca di rapide vie di fuga,
la battaglia ferma contro l’oblio
che mi brucia l’esistenza abortita.

10 Comments

  • rinaldoambrosia

    31 Lug 2018 at 8:07 Rispondi

    Mi è piaciuta molto. E’ bella e intensa, versi che portano lontano. Grazie Irene.

    • Irene Rapelli

      31 Lug 2018 at 8:14 Rispondi

      Prego, grazie a te… per aver viaggiato su aeroplani di carta.

  • Carlo Molinari

    31 Lug 2018 at 3:10 Rispondi

    Mi hanno colpito particolarmente i versi: “un addio di corpi innamorati tra le sterpi, un canto alla luna in mezzo al ronzio di produzione, la violenta brama
    di silenzio musicale, un fio pagato troppo presto”. Anche qui, concetti ed allegorie che ti vengono fuori molto bene, si riesce ad immaginare il verso, a darci un colore, una vita propria.

    • Irene Rapelli

      31 Lug 2018 at 8:02 Rispondi

      Lo sai che “un canto alla luna in mezzo al ronzio / di produzione” è la mia frase preferita? Tutta la poesia si basa su allegorie, non solo questa: mi rende lieta il fatto siano decifrabili, colorate.

      • Carlo Molinari

        31 Lug 2018 at 8:12

        So bene che è tutta la Poesia che si basa su allegorie, ma ci sono certi autori che le mettono più in evidenza ed altri che utilizzano linguaggi più alla mano, senza tanto lavorare sui versi, cosa che io faccio all’inverosimile, e vedo anche tu…

      • Irene Rapelli

        31 Lug 2018 at 8:17

        Io sono ossessivamente maniacale, quando si tratta di poesie: mi sforzo per raggiungere il mio limite, al fine di superarlo.

  • Matteo

    29 Lug 2018 at 22:16 Rispondi

    Nell’insieme non e’ male*
    Io di poesie non capisco molto pero’ mi piacciono queste immagini leggere dal sapore fiabesco che cercano spazio nel suono moderno.
    E’ un quadretto naive

    • Irene Rapelli

      29 Lug 2018 at 22:51 Rispondi

      Dev’essere per l’effetto delle rime alternate identiche, in parte. Il sapore fiabesco, d’altronde, è qualcosa che perdura fin dall’infanzia, in me e nelle poesie che scrivo: in questa si mischia a qualcosa di moderno che ho cercato di lasciar trasparire leggermente, appena appena. Anche qui… ai posteri l’ardua sentenza. Grazie per aver espresso la tua opinione.

      • Matteo

        29 Lug 2018 at 22:53

        Sento che stai acquistando sempre piu’ naturalezza…sembrano ben calibrate, ecco.
        Ti sento ispirata*

      • Irene Rapelli

        29 Lug 2018 at 23:00

        Ultimamente sono un po’ meno ispirata, infatti scrivo di meno, ma il bello è che quando lo faccio ho più tempo quindi di curare i risultati, lisciandoli. La naturalezza, in forma chiusa, viene esercitandosi e versando sangue per ottenerla: per me, come già ti dissi, è un traguardo da recuperare, anche coi versi liberi, ma è come se la corda che mi lega stesse allentandosi, oppure andando a fuoco.

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