Albero d’eternità

Giocando a mosca cieca, nascendo
sorseggi il latte dal cielo.
La benda incanta
l’arco a sesto acuto nella bocca
ma l’albero d’eternità
della cattedrale nella pancia
più del crepitio saltella
nell’utero di terra
con l’innocenza sulle ciglia.
Cercando nel ripostiglio la luna
solfeggi meraviglia con il grembo.
Il nascondiglio si trova
avanti, dopo l’apertura del pruno
spuntato nel fazzoletto.

Nota

Questi piccoli versi sono stati ispirati dalla poesia di Massimo Botturi Scorre il fiume.

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