Poesie

All’infinito

Non voglio riconoscermi, lo specchio
illumina pupille larghe, vuote
come nel sogno demente d’un vecchio
della giovane ebbrezza che percuote

membra aride e s’arrossa sulle gote
sussurrandogli indecenze all’orecchio,
e sono per l’asino le carote
le stelle degli oceani in cui invecchio

molle e smorzo diadema d’ossa prono
su fronti lunari, sguaiato sangue
di sillabe emigrate dentro il cielo

nel rumore silenzioso frastuono
o intermittenza di luce che langue
nel flusso che lanciatosi oltre il velo

nutre l’eterno gelo
già nel battito gonfio incastonato
con spazzatura del buio dorato.

18 pensieri su “All’infinito”

    1. Irene Rapelli dice:

      Ti ringrazio, per averla letta e per l’apprezzamento.

  1. Fangirl dice:

    Bellissima poesia :) Complimenti!!

    1. Irene Rapelli dice:

      I “mi piace” sono disattivati, nelle mie impostazioni del blog.

  2. isidoromartinelli dice:

    Interessante il tuo modo di poetare che talvolta mi fa venire all’orecchio echi di suoni tipici della poesia montaliana.
    Non so se Montale rientri fra i tuoi poeti preferiti, ma immagino di sì.

    1. Irene Rapelli dice:

      Montale è tra i miei preferiti, sì. Non sei l’unica persona che percepisca echi montaliani nella mia poesia, ma sappi che non li metto volontariamente: è come scrittura automatica da parte del mio inconscio, per modo di dire.

      1. isidoromartinelli dice:

        Se è vero ( come è vero ) che esiste una musicalità del verso poetico, la mia osservazione e la tua risposta ne sono la conferma totalmente condivisa.
        A presto !

  3. erospea dice:

    letta tutta d’un fiato che ingoia pure la scia
    tremenda e bella
    notturna di cuore

      1. erospea dice:

        quando ci sta ci sta
        tu ci stai con quel che scrivi
        no lusinghe, infatti
        buona serata, Irene

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