All’anima

Parla. Si rompe la luna
che si torceva negli occhi — la civetta
argentina sorride, nell’ombra
da qualche parte
il lato oscuro bacia il sereno, la via
del sonno nell’oblio
degli incubi dolci, la notte
del cicaleccio, la fine.
Parla. L’ugola ciba
febbri di poesia. Le storie
rivivranno, i polmoni
torneranno dove corriamo
ed inciampiamo
fatti di terra, drogati d’aria
— nel cielo in cui nasciamo, nel vento
dove tutto
si mischia, un’accozzaglia
di case e sterpi ad anni luce
d’esistenza sacrificata
ad altari vuoti. Il tempo — l’ignoto
signore del latifondo. Rintoccano
campane al paesello. Perché non parli
facendo din don
anche tu?

10 pensieri su “All’anima

  1. oh si, finirà che i polmoni andranno in overdose d’aria la prima domenica che riusciremo a tornare nei boschi, ma sarà una morte dolcissima :-) Buona domenica

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