Poesie

Allucinosi

E foglie in carne e ossa vanno per ombre chiare
e forse qua ne scorgo poco se non le bare
dove la luna canta l’infinito a qualcuno
scevro della paura che blocca mai nessuno
ed è la morte amante truccatasi di luce
ad incontrarmi forse. E la mente produce
le dissonanze in ceppi trafitte dentro l’io
psicotico nel fango perché del suo brusio
non importa al pianeta, anzi quasi mi pare
d’esserne la candela o il vecchio al casolare
abbandonata al monte fra lucciole in raduno
che sbirciano me sola dare musica all’uno
e la voce drogata per le sterpi traduce
prima di gesti estremi. E la notte non cuce
ferite nell’amplesso freddo del suo brillio
che furono lo scherzo d’un fantasma già mio.

20 pensieri su “Allucinosi”

  1. almerighi dice:

    evoluzione del linguaggio poetico pur mantenendo la metrica, romanticismo e un pizzico appena appena di decadentismo: wow

    1. Irene Rapelli dice:

      Chapeau a te che riesci a non seguire nessuna regola, con grandissimi risultati. Io invece mi sono incartata, ho un blocco poetico da anni e rimedio seguendo regole risalenti al Trecento – faccio autoironia. Un giorno mi sbloccherò.

      1. Irene Rapelli dice:

        Me lo auguro anche io, e auguro a te di continuare così.

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