Amen

L’aorta si fora
appena appena
quando allo sterno ciocchi turchini
e peci di stelle rabbuiano l’anima
e foglie risplendono grigie

né gialle né rosse
sotto falangi di lune d’autunno
né scheletri arsi
di rami fissi ghiacciati l’inverno
con il sangue pallido dentro il tronco

e scopro d’avere più firmamenti
nell’alveo di cuore già sottovuoto
dove non predicano albe notturne,
solo clangori
di fiamme apparenti,

le costole votate al cielo,
la bocca socchiusa
nel furto d’aria
e le ante all’olezzo di fiori marci
nell’urna da più d’un semestre fa.