Amore

Salpa nel caos d’oceani d’inchiostro
quest’urlo dai baluginii soavi,
specchiatosi nel riflesso di mostro
l’ego divisosi in flotte di navi,

socchiuso tra vele, spiegate e nere,
lungo taglienti rasoi nell’azzurro
di climi ostili, oltre le barriere
l’ininterrotto a me caro sussurro

volto alla patria della meraviglia
di versi, dell’umano presentire
divini silenzi impressi alle ciglia
d’una morte venutami a rapire

nell’ora in cui approdo nella baia
in cui io taccio vile parolaia.

10 Comments

  • almerighi

    27 Ago 2018 at 16:08 Rispondi

    è una poesia dalle curve di una bella donna, peccato per la chiusa in cui la rima mi sembra un tantino forzata

    • Irene Rapelli

      27 Ago 2018 at 16:25 Rispondi

      La parola “aia” richiama Pascoli (Il gelsomino notturno). Io non la trovo forzata, ma è la mia percezione delle poesia. La trovo invece un po’ trita e ritrita, infatti questa mia poesia non è tra le mie preferite. Tengo in mente il suggerimento sulla chiusa: probabilmente la riscrivo e aggiorno il post.

      • almerighi

        27 Ago 2018 at 16:43

        domani faccio uscire l’e book

      • Irene Rapelli

        27 Ago 2018 at 16:47

        Ok, per l’e-book. A proposito:

        nell’ora in cui approdo nella baia
        in cui io taccio vile parolaia.

        Autoironia, siccome non posso farne a meno, e nessuna vituperata stella.

      • almerighi

        27 Ago 2018 at 16:59

        direi che funziona

      • Irene Rapelli

        27 Ago 2018 at 17:00

        :-*

  • Un cielo vispo di stelle

    13 Ago 2018 at 10:03 Rispondi

    Molto, molto suggestiva. Un continuo contrasto di sentimenti e precognizioni, ispirazione e timore, meraviglia e spavento. Dà il senso del viaggio, dell’avventura. Fra tempeste e mostri anche solo immaginati e prefigurati.

  • Emilio Ferro

    13 Ago 2018 at 8:12 Rispondi

    Brava Irene! Mi piacciono i tuoi versi.

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