Poesie

Amore

Salpa nel caos d’oceani d’inchiostro
quest’urlo dai baluginii soavi,
specchiatosi nel riflesso di mostro
l’ego divisosi in flotte di navi,

socchiuso tra vele, spiegate e nere,
lungo taglienti rasoi nell’azzurro
di climi ostili, oltre le barriere
l’ininterrotto a me caro sussurro

volto alla patria della meraviglia
di versi, dell’umano presentire
divini silenzi impressi alle ciglia
d’una morte venutami a rapire

nell’ora in cui approdo nella baia
in cui io taccio vile parolaia.

10 pensieri su “Amore”

  1. almerighi dice:

    è una poesia dalle curve di una bella donna, peccato per la chiusa in cui la rima mi sembra un tantino forzata

    1. Irene Rapelli dice:

      La parola “aia” richiama Pascoli (Il gelsomino notturno). Io non la trovo forzata, ma è la mia percezione delle poesia. La trovo invece un po’ trita e ritrita, infatti questa mia poesia non è tra le mie preferite. Tengo in mente il suggerimento sulla chiusa: probabilmente la riscrivo e aggiorno il post.

      1. almerighi dice:

        domani faccio uscire l’e book

      2. Irene Rapelli dice:

        Ok, per l’e-book. A proposito:

        nell’ora in cui approdo nella baia
        in cui io taccio vile parolaia.

        Autoironia, siccome non posso farne a meno, e nessuna vituperata stella.

      3. almerighi dice:

        direi che funziona

  2. Un cielo vispo di stelle dice:

    Molto, molto suggestiva. Un continuo contrasto di sentimenti e precognizioni, ispirazione e timore, meraviglia e spavento. Dà il senso del viaggio, dell’avventura. Fra tempeste e mostri anche solo immaginati e prefigurati.

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