Salpa nel caos d’oceani d’inchiostro
quest’urlo dai baluginii soavi,
specchiatosi nel riflesso di mostro
l’ego divisosi in flotte di navi,

socchiuso tra vele, spiegate e nere,
lungo taglienti rasoi nell’azzurro
di climi ostili, oltre le barriere
l’ininterrotto a me caro sussurro

volto alla patria della meraviglia
di versi, dell’umano presentire
divini silenzi impressi alle ciglia
d’una morte venutami a rapire

nell’ora in cui approdo nella baia
dove le stelle rinfrescano l’aia.