La vita – una metropolitana
d’orme livide, fischi e poi clamori,
un arso vortice, una fiumana
veloce di tempi multicolori

la cui successione continua e vana
ci fa indifferenti ai nauseanti odori
sommersi d’una libertà gitana
e tace i dolori, i miseri ori

d’un teatro di prosa che non rallenta
la corsa all’olimpiade del successo
né l’asino che si crede destriero

fra i giochi nell’atto d’una tormenta:
come animale d’istinto represso
inciampa nelle pietre del sentiero

e non è dunque vero
l’orto felice in cui cresce la rosa,
con l’ignoranza che beata riposa.