Non so la luna cos’aspetti là,
là nello specchio che deforma il cuore
in un serpente viscido che sfa
l’anima attorcigliato nel rumore

di stelle circolanti, quando muore
l’eterno senza cielo, senz’età
d’una sfioritura monocolore
e non dialoga, non cresce, non sa

che tintinna nel sangue fulminato
il crepitare oscuro di tamburi
e foglie secche, l’amplesso dorato

nel grigiore dell’essere dannato
che maschera con un graffito muri
trasparenti di vetro sgretolato.

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