Bei sogni

Un gabbiano dorme sulla scogliera
racchiusa nelle orbite d’un fanciullo
e lo sguardo come la luna nera
traversa spazi immensi, quando il rullo

frantuma le nuvole con la luce
di musica sciabordante, traspare
un fulmine e la notte si traduce
da stelle immaginate a fuoco, pare

la terra cigoli piano, poi forte,
vibrano le tegole delle case,
un gran fracasso sbattuto di porte,
il fanciullo non termina una frase

inchiodata al suolo come le ruote
d’una sedia per le meningi vuote.

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