Bla bla

Non ho nulla da dire, quasi quasi
scrivo di tarme nel legno incrostato
o del muro a fiori a cui lancio vasi
o di minestre su cui ho sputato.
Non ho nulla da dire, senza basi
per rovesciare l’infinito stato
declinato a noia nei tanti casi
nel bordello di scimmie costipato.
Prima che mi torni l’acne di stelle
colmo le righe di versi saccenti.
Dopo brucio, accartoccio o cancello
e non so fare nient’altro che quello.
La cenere sulle dita frementi
vuole sparigliare le mie rotelle.

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