Canti la morte

Canti la morte. Il titolo sfida
verdetti facili marchiati a fuoco.
Nell’immenso l’assurdo arde per gioco
dopo l’elenco di luce a cui grida
l’uomo sottratto all’istinto suicida
di germogliare lassù, dov’è poco
il rumore. La terra fredda invoco.
Scendi dall’albero, fune. Sorrida
il pubblico applaudendo. Mi si tolga
la benda agli occhi, voglio spaventare.
I giudici si mangino la voce.
Non per stanchezza lo sguardo si volga
al cielo, si continui ad aspettare.
Non mi si chiami. S’innaffi la croce.

14 Replies to “Canti la morte”

    1. Grazie. Ho scritto versi sul nichilismo dell’annullamento, in passato. Questi sono i primi versi, o quasi, solo sulla morte: avevo scritto anche di nichilismo, intrecciato ad altro, e mai di morte isolatamente.

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