Canti la vita

Sorsi di luna mi cullano
le ossa – c’è quasi sempre rumore,
sangue alle tempie
dai guitti al balcone. Nella violenza
s’annulla la voce.
Bevo nel limbo la tenebra
vibrando come una cetra, pungendo
come la spina di rovi, come in favole
di principi e draghi.
Questa poesia abbandona
la storia, l’aria nel gioco di morte
che non perdona le stelle, le maschere
nella finzione teatrale.
Canti la vita, la vita che giace
in fioriture contrarie – scritte nel vento
ebbre di linfa di cari
s’ammalano pure le foglie d’argento.
Fatta di luce, non posso non gridare
nell’ingiustizia virale, nel salto nero
la pace abissale, l’ultima cena
prima che tocchi a me
andare.

12 Replies to “Canti la vita”

    1. Credo che sia una schiusa. Una chiusa
      Non appena sarà cenere, verrà la brace. La farfalla.
      Personalmente non vedo l’ora. (la direzione che ho letto si avvicina molto al mio ” gusto poetico”.)

    2. È sia una chiusa… che una schiusa. La farfalla si sta sviluppando nel bozzolo, piano piano, senza fretta, nei tempi giusti. Non posso che assecondare.

    3. Sì – li chiudo. Li riapro quando ho l’incipit dell’idea, dopodiché lascio fluire tutto – o ci provo, per ora. Prima o poi lo scricchiolio sarà liscio.

Rispondi