Canti la vita

Sorsi di luna cullano
le ossa. Nella violenza
s’annulla la voce.
Bevo nel limbo la tenebra
vibrando come una cetra, pungendo
come la spina di rovi, come in favole
di principi e draghi.
Questa poesia abbandona
la storia, il gioco
che non perdona le stelle, le maschere
nella finzione teatrale.
Canti la vita, la vita che giace
in fioriture sepolte – scritte nel vento
ebbre di linfa di cari
s’ammalano pure le foglie d’argento.
Fatta di luce, non posso non gridare
nell’ingiustizia virale, nel salto nero
la pace abissale, l’ultima cena
prima che tocchi a me
andare.

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