Canti mozzi

Canti mozzi perlustrano la notte
rubando paccottiglia nelle reti.
Raccolgono nel secchio gli alfabeti,
i codici e le formule ridotte.

Come figli abortiti, come feti
nell’utero aspirato dalla notte
interpretano folli Don Chisciotte
disintegrando regole e divieti

e la notte li assorbe, li scompone
in isole di vento che non sanno
di sapere che l’altrui meraviglia

è leggere nel secchio che assomiglia
tutto lo sporco vivere in affanno
a cavalieri a singolar tenzone.

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