Poesie

Caos

Scrivo poesie
con una matita di grafite
perché il carbonio è lo stesso
del diamante grezzo,
scrivo poesie
che si cancelleranno a breve
perché ogni mattone della mia casa
prima o poi tornerà
quatto quatto alle stelle,
scrivo poesie
ferendomi alle dita
così che il dolore induca la bellezza
e finestre socchiuse all’eterno
brucino fra le ciglia alla notte
gli inni tessuti nel vespro
immaginandomi astronauta fra viuzze
d’un alberato cielo.


Poesia composta da me un paio d’anni fa.

21 pensieri su “Caos”

  1. Un cielo vispo di stelle dice:

    Mi piace tantissimo. Ti tratteggia con dolcezza e cruda consapevolezza al contempo. C’è il sogno – che ti contraddistingue (fantastico quell'”astronauta” – e la carne, la materia, ridotta agli elementi unitari dei sensi (le dita, la pelle il dolore) e degli elementi (la grafite, il carbonio). Bravissima.

    1. Irene Rapelli dice:

      Sì, è molto autobiografica. Semplice, ma essenziale nei tratti che marca. Una dichiarazione d’intenti, in un certo senso.

      1. Un cielo vispo di stelle dice:

        Rileggendo, ho notato di aver scritto il commento in modo disarticolato e impulsivo. Felice tu l’abbia compreso lo stesso. :-)

      2. Irene Rapelli dice:

        Nessun problema, assolutamente.

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