Poesie

Capriccio

Pesco cielo nel vaso mezzo vuoto
in cui gemmano foglie senza nome.
Annuso i profumi, il terremoto
m’entra nel seno – e poi nell’addome
la fioritura che avrà il mio cognome.
Sono un’orchidea rossa nell’ignoto
nella danza ammattita nelle chiome
negli alberi cifrati che piloto.
Sento i tuoni penetrarmi, la spina
risvegliarmi con stupore, l’arteria
curvarsi intorno al cuore e accelerare.
Sono anima di terriccio, la brina
cucita lungo l’orlo di miseria
ottenebrata dal tuorlo lunare
prima di sprofondare
con tutta la pianta nel precipizio
tra zolle che m’innaffiano l’inizio.

10 pensieri su “Capriccio”

    1. Irene Rapelli dice:

      Ho modificato il tuo video di Youtube nel tuo commento perché mi compariva un messaggio d’errore, non so perché: ho messo il link, invece.
      Tornando a noi: anche a me questa canzone fa venire in mente la mia poesia, nelle note e nelle parole allo stesso tempo: io porto con me speranza di vita, come fertilità interiore.
      Ah! Mi leggi una sola poesia al giorno, vero?

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