Poesie

Naufragio

La scintilla
è spenta:
il mare mosso gioca
con la mia sete fioca
nel tempo che
rallenta.
L’ultima ora mi tenta
– con la sua voce roca
antichi amori invoca
ma senza che
li senta.

L’onda picchia
violenta
sullo scoglio mia meta
– sulla barca segreta
in mezzo alla
tormenta.
Cosparsa di sementa
germogliando s’allieta
la volta del poeta
che stelle sue
alimenta.

La tempesta
spaventa
il popolo di morti,
folla dagli occhi corti
che sputando
commenta:
« Ecco che s’addormenta.
Nuota al largo di porti
verso mondi mai scorti
poi cenere
diventa. »

Non è il caso
che menta:
« Sicura era la noia,
la mancanza di gioia,
la decadenza
lenta.
La carne va contenta
incontro al proprio boia
poiché affogando ingoia
la luce
ch’era spenta. »

Poesie

Sonetti in settenari

Avevo scritto, nello stile delle poesie da me pubblicate nel mese d’aprile e con lo stesso sentimento, un sonetto, il seguente, che pubblico ora, a motivo di quello a seguire.  Non ho scritto poesie, difatti, in maggio, salvo una, fresca fresca, che circoscrive, in un certo senso, l’assenza.


Pesce

Fattosi or ora il danno,
scariche le mie pile,
in requie senz’affanno
smarritosi lo stile,
or ora se ne andranno
queste rime d’aprile
e quando lo faranno
vomiterò la bile,
ma per ora io canto
in settenari smorti
un sonetto accidioso
e il vento grida afoso
nei righi troppo corti
d’un solitario vanto.


Ora di maggio

Negli occhi degli illusi
s’agitano universi
d’ombre e moti profusi
e va nei vuoti aspersi
la nave dei confusi
guitti d’esilio immersi
nel sogno degli intrusi
della vita, nei versi
discesi sulla quiete
dentro ai corpi interrotti,
dentro alle loro tane,
ed è come aver sete
sott’acqua, nei condotti,
nel latrato d’un cane.

Poesie

Un uomo

Parla: lo fa da solo quatto quatto
fra i clacson e le albe del triste foro.
Passeggia nel vicolo muto coatto
in cerca d’un ramoscello d’alloro
fra la nettezza urbana, o d’un fatto
che dica altre rime, lontan dal coro
che mise la metrica sotto sfratto
senza badare al pubblico decoro.
Nel parco comunale la sua panca
si colora di siepi arse e di vento
e l’irto canto fra la nebbia brada
sveglia gli usignoli e la luna bianca
e segue le stelle nel firmamento
ma si veste di cartone per strada.

Poesie

Il nucleo

Il blu, il rosso, il giallo, un bianco
miscuglio d’ossimori tramontati
nel paesaggio pittorico ai lati
d’ipotetiche figure – arranco (!)
in cerca d’incipit inviolati,
una fattispecie di porto franco
per il vascello assalito dal branco
in conche degli interstizi stellati.
Lungo il tragitto mi scindo nel prisma
scomponendo l’albero in sua radice,
la radice in seme, il seme in terra,
la terra nel magma e nel cataclisma
all’indietro senza fine. Si dice
sia molto molto vicina a una guerra
di big bang, una guerra
interna alle masse forse divina:
io stessa mi sciolgo nella fucina.

Poesie

Senso diminutivo

Le neuropillole da manducare
si somigliano un po’ tutte da fuori
– capsule e compresse e usuali colori
e le stelle più lunghe da contare.
Se in gocce diventano spessi dolori
– martellano i giorni, gli anni, la morte
e sono il divario tra noi e porte
a girandola e la pietà da fuori
di chi scherza nella misera sorte
d’animali da circo messi in gabbia
ricucita con garze e con manette.
Reagiamo noi alla folle malasorte
e le bave alla bocca per la rabbia
sono foglie di verità non dette
– di notte le civette
fanno più paura delle camicie
agli alberi cadute alla radice.