Poesie

Nodi scorsoi

Solitudini nere fra le stelle
scendono aride a me, bemolli e pause
e calandosi giù con una fune
musiche arse e silenzi sono l’ombra

nei ruscelli sanguigni tremolanti
quando notti infinite vanno a fuoco
ed ebbrezze lunari inconsistenti
guardano orbe le sterpi e dure pietre

lungo le siepi gentili che curo
e mi paiono sterili placente
e uteri morti le mani di seta

che mi narrano bugie sulla pace
come non fossero d’echi innocenti
i chiarori che vengono per me.

Sonetto lunatico

Non va l’ispirazione / ed è meglio
lasciare bianco il foglio / la fucina
dove l’autore raffina l’acciaio

la cantina / del vino a stagionare
e non siano di fette di salame
le frasi con cui bacio l’occhio destro

siano anzi / di due lune di formaggio
i suoni tolti dall’anonimia
con il sinistro / e mai più di stelle
le tre rime noiose / sempre quelle

e non di vermi guasti salterini
i profumi di bistecche alla poesia
o d’intrecci vegetali gli accenti
insalate all’aceto di parole

né macedonie marce
cioccolati zuccherini / né sfarzi
le sillabe cocciute programmate.