Poesie

Sintesi

Urlavo nomi, l’abisso di stelle
diceva forse al mio sangue di cielo
silenzi e canti incompresi, ribelle
nutrivo fiamme in contrasto al suo gelo
e l’alba dentro venava la pelle
e il cuore mistico andava nel velo
udendo l’arpa dei fiori e l’eterno
serrare le ante e per primo lo sterno.

Le palle girano

Riaprono le gabbie / e tigri ed elefanti
improvvisano balzi nel fuoco, inchini surreali
e poi altri animali
nel più terrifico dei carnevali.

Ecco giullari cozze
e si guardano lo smalto
le rozze signore / ingioiellate
e si mangiano lacrime tenute / da ciglia verniciate.

Ecco funamboli / scherzare con l’altezza
e nella brezza scalzi gattonare
e al termine del numero la corda / si rompe per magia,
l’uno salvo, l’altro nessuno sa.

Dopo / si gioca a capire perché il leone morda,
trapezi si dondolano alla cieca
ed è poesia
il domatore calpestato da zampe in fuga.

La grande tenda verde lattuga
è alla frutta, la macedonia di persone è turbata,
qualcuno si butta / oltre linee rosse di cautela
per baciare serpenti nella cesta.

Se si riporta il tutto nella vita
non si trovano i versi
perché la poesia / è libera, è forza di zanna snudata
la reazione al padrone.

Il poco a non tacere
è il ritmo annichilito che scorre,
la musica del caos / nei gorghi dissociali, un capro
al banchetto servito.

La poesia non è connessa
perché rescinde il contratto che ci separa
dalla morte / acrobata truccata
per la festa.

L’anima rima decisa nel muscolo che batte
con il fiume di cielo
e l’eco pura d’ossa catafratte / sotto la pelle
mima le stelle

e solo clown protestano.