Poesie

Carcasse dogmatiche

Spreco frasi, risate e primavere
appartenenti al lontano passato,
vedo le fioriture di nuove ere
appassite già prima d’aver dato
humus alla terra: s’è consumato
un ciclo distruttivo contro schiere
di numeri senza nome, un prato
di tombe e d’insanguinate bandiere.
Vedo persone nel rumore bianco
di questo tempo amaro sentinelle
feroci come le camere a gas,
vedo la gente radunarsi in branco
e corpi che svolazzano da ancelle
verso la morte vestita di strass.

Parco giochi

Non vengono da sole
stanotte le parole
così vomito aria fritta in bocca
creando impertinenti volumi
in gara coi rivali lumi,
quando poi la sostanza trabocca
capovolgendo azzurri campi
di verità dal profumo agro
il cui raccolto magro
pende sulla mia testa
come pende il mio cappio,
un’altalena lieve
su cui m’adagio scherzando tronfia,
la mongolfiera breve
che prima o poi si sgonfia.