Clavicembalo

Calabroni
s’accozzano qui e là
in lampadari di finto cristallo.
Come gli insetti nel salone ronzo
– a lume spento.

Va di moda il più nuovo pianoforte
ed io al clavicembalo
insisto, insisto. A corde rotte suono
la nera pestilenza. In bocca frullo
l’antico cra crà di corvi.

Fuori tempo
fa muffa nel dorato
barocco una cicala.
L’ago magnetico sfarfalla, cancella
tutto, trallallà.

Poiché ha fine l’assurdo
muro fra me e l’eterno, poiché
mi stanco della solfa
sgocciola nelle mani il cuore orrendo
della verità.

16 pensieri su “Clavicembalo

    • Grazie, per la lettura e per l’apprezzamento. Mi fa molto piacere, perché ho curato il ritmo, cercando d’incalzare, come se le parole dovessero suonare come le schegge d’un clavicembalo impazzito, oltreché stonato. Un sorriso.

    • La leggerezza, magari giocando, è vettore di conoscenza… di dubbio in dubbio, un passo zoppicante dopo l’altro, a lume spento. Ultimamente, il clavicembalo è metafora che mi si addice. Grazie per la lettura.

    • 🤣

      Ah, giusto per non farti venire un coccolone quando ti capiterà di leggerle (per la paura, intendo), sappi che hanno iniziato a circolare anche alcune mie (vecchie) poesie. Non vorrei averti sulla coscienza! :P

    • Ho letto Fior di vita: non male! Per ora non mi hai sulla coscienza, perché ho apprezzato. Nell’articolo suggerisci d’aver contato male le sillabe… ma ciò non è un difetto: sprigiona tanta bellezza così com’è. Nonostante non sia recente, fa respirare freschezza. Però… io sono quella che ha scritto sonetti come funghi, li ha messi persino in pdf gratuiti, per trovarci strafalcioni dopo anni… quindi non faccio testo, in tal senso. Un sorriso, bravo.

    • Ah, un’altra sonettista! Com’è piccolo il mondo.

      Ce ne saranno altri, ma anche versi libri (l’altra unica poesiola che ho postato è di ieri – nell’articolo “Evolozione”).

      Già il non aver gente sulla coscienza è un bel traguardo! 😜

      Un sorrisone anche a te! :)

    • Ho scritto centinaia di sonetti, quasi tutti definitivamente cestinati, altro che funghi.

      Leggerò con interesse altre poesie, se le pubblicherai. Spero di non perdermi un libro-raccolta, se ci sarà.

      Un altro sorriso, dunque. Ciao.

    • No, no: mai cestinare!
      Li lasci lì, li fai fermentare e magari, dopo qualche tempo, ne fiorisce qualcosa di meglio! :)
      Per la raccolta, non è in programma, ma qui le cose cambiano in fretta e quindi non me la sento di smentire categoricamente… di sicuro non è una cosa imminente: la poesia la considero più intima delle informazioni personali che si possono leggere su di me.
      Sono un tipo strano, lo so! ;)

      A presto! :)

    • In realtà ho cestinato letteralmente solo le brutture peggiori.

      Alcuni sonetti, dopo anni, con le dovute limature, sono diventati accettabili. Altri sono stati smontati e rimontati. Altri inclusi in altre poesie, o progetti di diverso tipo.

      Hai ragione, la poesia è intima e personale. Da divulgare con estrema cautela (non lo trovo strano).

      Ribadisco: non voglio perdermi una tua eventuale raccolta! Il tuo sonetto (ma anche l’altra poesia) mi ha colpita.

      A presto. :-)

Rispondi