Poesie

(Cri)stallo

Vibrando
con le unghie m’aggrappo al seno
salando le ferite, un percorso
di valli e di rocce dentro una mappa
di fiumi, montagne e piane rugose,

un territorio di luna indifesa
dove la bandiera piantata al suolo
è l’America, nuovo mondo, sogno,
è la vena d’oro al fondo d’un corso
in giro dentro le cave orbitali

a mo’ di cometa fagocitata
da un buco nero in nervosa espansione,
eco sinfonica di prati elisi
nell’azzurro immaginario d’un cielo
febbricitante lungo le sinapsi

avvinte e contenute da guaine
delle normalità che dall’esterno
pungono più dolorose di spine
in intercapedini delle dita
piuttosto scivolose addosso al vetro.

15 pensieri su “(Cri)stallo”

  1. almerighi dice:

    così è più bella, ma già lo era anche prima

    1. Irene Rapelli dice:

      Ti ringrazio molto, per il tuo consiglio e supporto… il leopardo non si poteva proprio vedere. :-*

      1. almerighi dice:

        forse volevi dare una venatura erotica al testo

      2. Irene Rapelli dice:

        Una sfumatura lontanamente percepibile e secondaria, però. Il titolo che avevo scelto all’inizio era (E)stasi, che ho cestinato rendendomi conto del fatto allontanasse la mia intenzione: è una stasi, ma non estasi. Ho quindi scelto come titolo (Cri)stallo, in modo da accompagnare lo stallo a una sorta di fragilità e luminosa purezza, dando maggior senso al verso finale, che era già fatto.

  2. Francesco Cacciola dice:

    Meravigliosa questa tua intensissima poesia…brava brava brava…da brividi e xhe parole

    1. Irene Rapelli dice:

      Grazie. È solo una bozza, però: sto per aggiornare l’articolo con qualche piccola modifica.

      1. impressionieditoriali dice:

        Una meravigliosa linea poetica e una leggera armonia in ogni parola. Complimenti con e priva di abbellimenti

      2. Irene Rapelli dice:

        Grazie.

        In realtà la bozza precedente presentava un paio di vere e proprie brutture, secondo me. Ora credo sia migliore, ma forse di poco.

      3. impressionieditoriali dice:

        Diciamo che per la poesia …non sei costretta ad adottare esasperanti variazioni. Hai il vantaggio della libertà ndi espressione…quando è bella è bella. E tu sei un contenitore di bellissime letture.

  3. almerighi dice:

    A SENI / A MACCHIA DI LEOPARDO è un po’ zoppo, dovresti ideare qualcosa di diverso, più in generale una rilettura non guasterebbe, però nelle intenzioni e nella scrittura è un ottimo brano che modificherei ma non cancellerei

    1. Irene Rapelli dice:

      Vedi? Lo sapevo.

      Penso a come sostituire “a macchia di leopardo”, dunque, che già mi strideva nelle orecchie, non solo per la sua debolezza zoppa.

      C’è qualcos’altro, secondo te?

      1. almerighi dice:

        mah niente di così eclatante sul resto comunque rileggila, è un bel pezzo

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