(Cri)stallo

Vibrando
con le unghie m’aggrappo al seno
salando le ferite, un percorso
di valli e di rocce dentro una mappa
di fiumi, montagne e piane rugose,

un territorio di luna indifesa
dove la bandiera piantata al suolo
è l’America, nuovo mondo, sogno,
è la vena d’oro al fondo d’un corso
in giro dentro le cave orbitali

a mo’ di cometa fagocitata
da un buco nero in nervosa espansione,
eco sinfonica di prati elisi
nell’azzurro immaginario d’un cielo
febbricitante lungo le sinapsi

avvinte e contenute da guaine
delle normalità che dall’esterno
pungono più dolorose di spine
in intercapedini delle dita
piuttosto scivolose addosso al vetro.

Comments

      • Una sfumatura lontanamente percepibile e secondaria, però. Il titolo che avevo scelto all’inizio era (E)stasi, che ho cestinato rendendomi conto del fatto allontanasse la mia intenzione: è una stasi, ma non estasi. Ho quindi scelto come titolo (Cri)stallo, in modo da accompagnare lo stallo a una sorta di fragilità e luminosa purezza, dando maggior senso al verso finale, che era già fatto.

  1. A SENI / A MACCHIA DI LEOPARDO è un po’ zoppo, dovresti ideare qualcosa di diverso, più in generale una rilettura non guasterebbe, però nelle intenzioni e nella scrittura è un ottimo brano che modificherei ma non cancellerei

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