Croce

Profuga nel silenzio
rimiro ancora l’improbabilità
che la moneta, trottolando
indecisa sulla maschera
di una faccia, profumi dal cuore
alla bocca, al vuoto, alle incolmabili
distanze di pane secco, alle briciole
inchiodate al suolo all’eterno
pugno di mosche.

L’azzurro esplode all’imperfetto
pallore annodato in gola
dove fantasmi e demoni
sfiorano la corda estranea dell’utero fecondo
che germoglia partorendo
la foglia nel cancro di pioggia
spuntata dal cemento degli occhi pietrificati
oltre il punto e a capo
della visione.

Le mie vertebre sono percussioni
di sangue che si libra
nella musica scricchiolando come un errore
che l’orchestra fra parentesi dirige
traducendo e codificando
lingue sconosciute
di un fuoco che discorre
senz’anima
senza di me.

15 pensieri su “Croce

    • Eccomi.

      Ho dovuto rifocalizzarmi sulla mia stessa poesia, per cogliere il “senso di rinuncia pungente”. Questa poesia è la fotografia di un intervallo temporale breve, ch’è già passato. Io non sono persona che rinunci facilmente a qualcosa (quale che sia tale cosa). Io combatto – sempre.

    • Esatto! Nel mio caso lo è assai di sovente, perché sono estremamente umorale, come persona. Ti ringrazio, più che per “l’indiscutibile lezione di stile”, per l’attenzione profonda che hai dedicato ai miei versi: hai scritto poco… e allo stesso tempo moltissimo hai detto.

  1. senza dubbio non facile ad una prima lettura, la magia del come tu usi le parole e le pieghi al tuo volere mi affascina ogni volta che ti leggo. Usi immagini che evocano mondi e situazioni diverse e sai come amalgarle insieme e farne un corpo unico! quel fuoco che discorre senz’anima, credo me lo ricorderò per molto! sei molto brava

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