(De)(se)lezione di civiltà

A freddo da serpente cambio pelle
in ambienti ostili alla mia realtà
mutando in squame vicine alle stelle
in fatto di parere una città

nel buio abitato da cose belle
tenute in piedi da elettricità
frusciante dentro sangue chiuso in celle
pilotate contro la verità

e mi sembra d’essere il guscio vuoto
pronto a mangiare il cuore del nemico
deformandosi per quell’occasione

in melma di fiume dal lento moto
dorato nell’ombra che maledico
con il mio stomaco in dilatazione.

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