Dilemma

I pali della luce sono
pupille nell’oscurità –

al pari di stelle, visti da lontano
appaiono prismatiche finestre
spalancate nel sogno
a cui un uomo è di guardia;

visti da vicino
sono denti di metallo, macchine
con le radici in terra, come gli alberi
ma al loro contrario

aspirano da vene orizzontali
ciò che natura nega. Chi sa dire

se siano creature dell’ingegno
nel formicaio nero e vasto
i ponti lucciolanti, per chi vive
accanto a loro – chi sa dire se

i volgari lampioni
non siano invece nuove stelle
là dove il sogno trova la sua tomba
per qualcuno che osserva

a trecentomila
chilometri al secondo?

7 thoughts on “Dilemma

      1. io amo la quota concettuale della poesia… fa viaggiare il pensiero in suono… è cosa ottima

      2. Hai ragione. Secondo me, dovrebbe esserci armonia fra suono e concetto e immagini. Questa poesia, comunque, è l’esperimento di stasera: ho messo in versi un’idea che avevo in mente da tempo, forse non nel modo migliore, ma tant’è.

      3. ahahahah ami applicare la litote al tuo lavoro… e va bene… comunque lo spettro vitale dei lampioni notturni è organismo che attira falene… per loro ogni lampione è un universo

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