Poesie

Dimenticatoio

Il sonetto che pubblico ora non è di recente data, e si collega a un altro mio sonetto, già nell’archivio del blog: Enigma.


 

O notte, o lira degli usignoli,
dimmi: v’è l’ora sulla meridiana
il cui rintocco la morte consoli
e riavvolga i tempi e la vita strana?

O nave, o faro dei più storti voli,
parla: conosci la fatica vana,
il sangue e i versi degli uomini soli
e il gelo e la paura nella tana

e l’allerta al primo frusciar di serpi?
Quivi si brucia di fame in un campo
e votarsi non si sa a quali santi.

Conosci l’amore, che uccide tanti?
Quivi la quïete precede il lampo
e ossi non ci sono più fra gli sterpi.

6 pensieri su “Dimenticatoio”

  1. tachimio dice:

    Un sonetto che lascia stupiti per bellezza. Complimenti Irene. Buona serata e tornerò. Isabella

      1. tachimio dice:

        Ho letto con molto piacere quel sonetto. Grazie per avermi letta. Isabella. PS Il complimento è sincero

  2. almerighi dice:

    è comunque scritto con sapienza, e la buona poesia non invecchia

    1. ilcielostellatodentrodime dice:

      Oh, grazie per l’attribuzione di sapienza. Sì, non invecchia ed è ciò che contraddistingue i grandi autori dai medi e dai piccoli. Io, nel mio modesto piccolo, ho scritto alcune poesie in grado di mantenere le propria carica espressiva e forza evocativa anche molto tempo dopo averle composte: questa che hai letto è una delle mie poche autentiche perle, mentre la maggior parte delle altre mie, già il giorno dopo, non mi dice più nulla. Mi piacerebbe sapere, se tu avessi naturalmente voglia, se sia ben fatto anche l’altro mio vecchio sonetto citato nel post, Enigma, senza obbligo da parte tua. Un sorriso,

      Irene

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