Dormiveglia

So destare gioielli melodiosi
dalle nebbie in cui in vita trascoloro
e da lune di sangue i cieli ansiosi
e far tuonare corde d’arpe d’oro,
bisbigliare oceani tempestosi
salpando dalle labbra, da ogni poro
d’una cornice storta sotto ipnosi
colma di ragnatele, ne divoro
la luce, dentro l’ombra non più verde
svesto rugosa pelle di farfalla
perché torni polvere luminosa
ogni grammo che, forse, si disperde
nel perfetto silenzio, là si balla
al gioco d’una morte che riposa
ed io divengo sposa
di bandiere fiammanti nella notte
che mi tracima, dentro le sue lotte.