È l’ora del blues

È pigolio su diesis e ombra d’arte,
è mormorio di tasti usati piano,
un silenzio di colore la parte,
agilità disattesa di mano.

È crepitio di spazzola sottile
con lo strazio dell’ardimento nero,
un ululio mosso a una luna ostile,
l’uomo del sogno casomai straniero,

un cielo dalla tristezza flautata –
già s’inerpica in mezzo al blu di stelle
l’edera musicale innamorata
d’un vespertino lamento di quelle

e intanto morde e s’eleva di più
l’inedia attiva contro ciò che fu.

8 Comments

  • tachimio

    8 Lug 2018 at 22:08 Rispondi

    Volevo da tempo dirti quanto mi sia piaciuta questa , ma il tempo è tiranno e trovarlo per stare qui, sempre contato. Ci vedo in questi versi da te resi magnificamente, tutto” l’ardimento nero ” e vero, del blues. Sono versi che lo raccontano in maniera perfetta. Complimenti cara Irene. E peccato tu scriva troppo. Come faccio a seguirti se corri così ? Rimango indietro. Vabbè comunque continua così, con versi stupendi, intelligenti che a leggerti è solo bellezza. Isabella

  • luisa zambrotta

    5 Lug 2018 at 14:25 Rispondi

    Deliziosa!

  • luca paladini

    1 Lug 2018 at 11:06 Rispondi

    Una poesia a rima, se non bella e di peso, sovente da’ l’aria d’essere una cantilena inutile. Questa tua è talmente deliziosa da lasciare estasiati e fa dimenticare tutte le cantilene lette in giro
    Complimenti..

  • almerighi

    29 Giu 2018 at 10:49 Rispondi

    questa mi piace proprio!

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