Eclissi

A volte un sole oscuro si staglia alto
cornice bianca di nere vicende.
L’eclissi bacia mondi sprofondati,
l’inconscio brucia per cose tremende.
I mondi sono quasi per errore
scambiati tutti per uccelli miti
quindi chetati e forse tanto calmi
da bere nella morte dolci inviti
a vini azzurri di nuvole e oblio.
Ciascuna palpebra chiusa racconta
la morte a modo proprio. Non sappiamo
per nulla quanto giusta sia la conta.
Sappiamo solo farne la sentenza
con fattispecie dubbie. Non osiamo
andare un po’ di là dell’apparenza.
A furia d’occhi riposti nel buio
restiamo ciechi di fronte al brusio
tra le ombre collettive dello sbaglio.
L’abbaglio fonde subito le retine,
le nostre pietre incantate nel cielo.
Nessuno invoca dei
senza giustizia.