Entropia

Scrivo poesie
con una matita di grafite
perché il carbonio è lo stesso
del diamante grezzo,
scrivo poesie
che si cancelleranno a breve
perché ogni mattone della mia casa
prima o poi tornerà
quatto quatto alle stelle,
scrivo poesie
ferendomi alle dita
così che il dolore induca la bellezza
e finestre socchiuse all’eterno
brucino fra le ciglia alla notte
gli inni tessuti nel vespro
immaginandomi astronauta fra viuzze
d’un alberato cielo.


Poesia composta da me un paio d’anni fa.

Comments

  1. Mi piace tantissimo. Ti tratteggia con dolcezza e cruda consapevolezza al contempo. C’è il sogno – che ti contraddistingue (fantastico quell'”astronauta” – e la carne, la materia, ridotta agli elementi unitari dei sensi (le dita, la pelle il dolore) e degli elementi (la grafite, il carbonio). Bravissima.

  2. Anch’io preferisco il verso libero al sonetto che a volte costringe la poesia in una specie di ingessatura .
    Il verso libero respira ed essendo libero, vola .
    Il sonetto invece è manieristico, direi di scuola. Comunque la poesia vive indifferentemente in entrambe le strutture.
    Almeno così mi sembra.
    Complimenti per Entropia !

    • Il sonetto è scuola, nel senso che serve… all’apprendimento dell’arte, ma occorre andare oltre, imparare a maneggiare la metrica in modo libero, il che non significa casuale. Entropia è stata scritta senza badare affatto al conteggio delle sillabe, comunque. Grazie. Buonanotte, Irene

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