Entropia

Scrivo poesie
con una matita di grafite
perché il carbonio è lo stesso
del diamante grezzo,
scrivo poesie
che si cancelleranno a breve
perché ogni mattone della mia casa
prima o poi tornerà
quatto quatto alle stelle,
scrivo poesie
ferendomi alle dita
così che il dolore induca la bellezza
e finestre socchiuse all’eterno
brucino fra le ciglia alla notte
gli inni tessuti nel vespro
immaginandomi astronauta fra viuzze
d’un alberato cielo.


Poesia composta da me un paio d’anni fa.

21 Comments

  • Un cielo vispo di stelle

    27 Set 2018 at 15:17 Rispondi

    Mi piace tantissimo. Ti tratteggia con dolcezza e cruda consapevolezza al contempo. C’è il sogno – che ti contraddistingue (fantastico quell'”astronauta” – e la carne, la materia, ridotta agli elementi unitari dei sensi (le dita, la pelle il dolore) e degli elementi (la grafite, il carbonio). Bravissima.

    • Irene Rapelli

      27 Set 2018 at 18:04 Rispondi

      Sì, è molto autobiografica. Semplice, ma essenziale nei tratti che marca. Una dichiarazione d’intenti, in un certo senso.

      • Un cielo vispo di stelle

        27 Set 2018 at 18:21

        Rileggendo, ho notato di aver scritto il commento in modo disarticolato e impulsivo. Felice tu l’abbia compreso lo stesso. :-)

      • Irene Rapelli

        27 Set 2018 at 18:26

        Nessun problema, assolutamente.

  • marisasalabelle

    25 Set 2018 at 9:41 Rispondi

    Bella

  • Gerry Gherardi

    23 Set 2018 at 17:55 Rispondi

    Mi piace molto🌻

  • Sara Provasi

    21 Set 2018 at 17:54 Rispondi

    Bellissima!!

  • isidoromartinelli

    21 Set 2018 at 0:12 Rispondi

    Anch’io preferisco il verso libero al sonetto che a volte costringe la poesia in una specie di ingessatura .
    Il verso libero respira ed essendo libero, vola .
    Il sonetto invece è manieristico, direi di scuola. Comunque la poesia vive indifferentemente in entrambe le strutture.
    Almeno così mi sembra.
    Complimenti per Entropia !

    • Irene Rapelli

      21 Set 2018 at 0:16 Rispondi

      Il sonetto è scuola, nel senso che serve… all’apprendimento dell’arte, ma occorre andare oltre, imparare a maneggiare la metrica in modo libero, il che non significa casuale. Entropia è stata scritta senza badare affatto al conteggio delle sillabe, comunque. Grazie. Buonanotte, Irene

  • rinaldoambrosia

    20 Set 2018 at 21:18 Rispondi

    Bella, intensa e liberatoria. Complimenti, Irene. Un saluto.

    • Irene Rapelli

      20 Set 2018 at 21:22 Rispondi

      Sì, proprio così… liberatoria, al tempo in cui la scrissi. Grazie. Un saluto anche a te, Irene

  • yoklux

    20 Set 2018 at 19:53 Rispondi

    bella così libera!

    • Irene Rapelli

      20 Set 2018 at 20:03 Rispondi

      Secondo me è una delle poche riuscite, tra le mie “libere”. Mi sono ripromessa d’accantonare i famigerati sonetti per un po’, comunque: credo che scriverò, nei prossimi giorni, o in versi completamente liberi, o secondo metriche differenti, come in Idillio dorato.

      • yoklux

        20 Set 2018 at 20:04

        attendo fiducioso

      • Irene Rapelli

        20 Set 2018 at 20:07

        Sicuramente sfigurerò, paragonata a te: con il verso libero devo riprendere l’abitudine e potrebbe volerci tempo prima di raggiungere buoni risultati. Grazie per l’incoraggiamento. :-*

      • yoklux

        20 Set 2018 at 20:22

        buttati, andrà bene

      • Irene Rapelli

        20 Set 2018 at 20:22

        Sì.

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