Epicentri

Stranieri ignoti nel silenzio vanno
dove l’anima piuma li seduce,
la notte loro brucia, baceranno
morti colme di pini in fiore, luce

sepolta in vette apicali, l’inganno
gemma al sole nei laghi, si riduce
la vista, cresce presto un sordo affanno,
l’edera dolce al seno, si traduce

il flauto inerpicato d’ogni nota,
brusio di stelle sbriciolate in bocca,
un’onda quasi quasi li distrugge,

lenta lenta la musica li svuota,
trotta veloce – la tempesta sbocca,
nei venti amanti forse più non rugge.

8 Comments

  • valeriosampieri3

    2 Ott 2018 at 18:00 Rispondi

    Ripeto quanto detto sul mio blog: come vedi, le possibilità di miglioramento ci sono sempre e, dal punto di vista della fluidità dei versi, mi sembra che tu abbia fatto dei passi avanti :-)

    • Irene Rapelli

      2 Ott 2018 at 18:16 Rispondi

      Grazie. Mi sono impegnata un po’ di più, qui. Passi avanti saranno fatti, di nuovo. A presto, Irene

  • almerighi

    2 Ott 2018 at 14:35 Rispondi

    ho letto le tue ultime prove, postate tutte nel giro di 36 ore: la tua creatività mi sta impressionando, capacità non frequente

    • Irene Rapelli

      2 Ott 2018 at 18:15 Rispondi

      Negli ultimi due giorni ho “sfornato” in massa, forse esagerando. :-*

  • sibillla5 NADIA ALBERICI

    2 Ott 2018 at 7:06 Rispondi

    ….brusio di stelle sbriciolate in bocca… e il ritmo che prende…grazie Irene !

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