Epicentri

Stranieri ignoti nel silenzio vanno
dove l’anima piuma li seduce,
la notte loro brucia, baceranno
morti colme di pini in fiore, luce

sepolta in vette apicali, l’inganno
gemma al sole nei laghi, si riduce
la vista, cresce presto un sordo affanno,
l’edera dolce al seno, si traduce

il flauto inerpicato d’ogni nota,
brusio di stelle sbriciolate in bocca,
un’onda quasi quasi li distrugge,

lenta lenta la musica li svuota,
trotta veloce – la tempesta sbocca,
nei venti amanti forse più non rugge.

8 pensieri su “Epicentri

  1. Ripeto quanto detto sul mio blog: come vedi, le possibilità di miglioramento ci sono sempre e, dal punto di vista della fluidità dei versi, mi sembra che tu abbia fatto dei passi avanti :-)

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