Epifenomeno pandemico

Maschere sterili cantano
l’inno febbrile di lune contrarie.
Mosche bendate infettando
giocano dopo l’atteso verbale.
Ecco la truppa d’insetti
chiusa per scrupolo dentro la stanza.
Muri nell’aria separano
larve a soqquadro nel buco di terra.
Metri di verde: la corsa
nell’ospedale, più spesso nel viale.
Gente al guinzaglio, non cani,
alza la coda applaudendo a più mani.
Zecche d’un morbo sociale
mangiano scarti nel fiume virale.
Ecco soldati in allerta
più dentro il cranio che a monitorare.
Voi: benvenuti nel ghetto
dove lo stigma prolunga la notte.
Voi, non per sbaglio a strisciare
chini al patibolo nel carnevale.
Chi sa levare la maschera
erta a difesa dell’anima squallida?

4 Replies to “Epifenomeno pandemico”

  1. “Voi, non per sbaglio a penà capitale”, così mantiene il ritmo. Perdonami, vado a intuito, non ho le tue basi teoriche. Nelle rime sei molto più libera, mi sembra. Brava, comunque, ma non c’è nemmeno bisogno che te lo dica, da profano.

    1. Grazie per avermelo fatto notare, sei gentile. Non vai ad intuito: hai trovato un errore. Devo pensare a correggerlo, cambiando qualcosa – la rima non è obbligatoria, qui. Sto scrivendo, proprio adesso, cinque quartine strutturate come le tue: se finisco, le pubblico domattina.

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