Epopea di stelle

Voglio gracchi di corvi maledetti,
ciottoli di sentieri confutati,
gli acri odori a lato dei cassonetti,
non i cespugli degli innamorati

o la luna che s’ammira dai tetti,
ma la donna da cui non s’è riamati,
la gogna di pensieri contraddetti,
la luce errante nei visi bagnati

e per chi avesse ancora da ridire:
in me ardono le nebbie della morte
e la falce che raccoglie le messi

è l’ara solenne che sta nei pressi
di templi azzurri, vicina alle porte
d’inferni che mi tendono le spire.

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