Equazione

Lasciami andare, eco di natura.
Non trattenermi nell’eterna danza
di foglie stanche e d’ali di pianura.
Un’ombra più soäve quivi avanza,

si cosparge di lucciole e mi giura
sia la fine dell’inutil erranza.
La porta della notte è la cesura –
stelle e mondi concordi in dissonanza

freddati nel tempo sempre più nero
lungo le traiettorie senza nome.
Durante il viaggio s’eguagliano a zero

cieli d’ossa sulla prua d’un veliero.
Non importa chi o cosa, quando o come,
ritorno quasi grumo di pensiero

e non più da straniero
il canto è l’onda – già pigola forte:
è bella la vita – grande la morte.

13 pensieri su “Equazione

    • Certamente. Il nome è Irene Rapelli: mi faresti cosa gradita se citassi anche il mio blog, oltre a nome e cognome.

      Per curiosità: perché, fra le altre che credo tu abbia letto delle mie, trovi interessante proprio Equazione?

      Irene

      • Ciao, intanto grazie per aver accettato. Per quanto riguarda il nome del blog non credo sarà citato perché i colleghi non lo fanno mai. Dicono solo il nome dell’autore (delle volte ci sono anche note e non le leggono).
        In effetti ho letto altre opere mi sembra 3 prima di scegliere e questa, rispetto alle altre mi ha “colpita”. Non c’è un motivo particolare… scelgo liriche che mi devono “attrarre”, tutto qui ;) poesie magari particolari o che trasmettono qualcosa.

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