Espiazione

E sempre luccicavi cuore
murato fra le spine tacite
d’alte recinzioni di ferro
quasi di un’elettrica febbre
nella siepe atonale retta
sulla croce dal nudo martire
e mani storpie perforavano
gli spazi all’ombra di grottesco
obliato forse dalla psiche
perché il sangue fatto di luna
nuotasse nel morbo di pioggia
la notte dei capri sgozzati
i cui resti mortali urlavano
trascinati in sabbie e falliti
nell’intento di scrivere ebbri
sulle scale celesti asperse
le lacrime e i fruscii secchi
dal sordido finale estinto.

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