Mi ubriaco di senso
sepolta fuori campo, in galera
senza nessuna croce
annego nell’inferno
intasando i polmoni con le tenebre
di coaguli d’infinito
in dialogo con me, bevo poesia
da verdi silenzi
rincorrendo la fune calata dall’azzurro
le volte che risale
traendomi con sé, dove si cuciono
con sete melodiose
rapide fiammanti oasi di luna.