Evasione

Mi ubriaco di senso
sepolta fuori campo, in galera
senza nessuna croce
annego nell’inferno
intasando i polmoni con le tenebre
di coaguli d’infinito
in dialogo con me, bevo poesia
da verdi silenzi
rincorrendo la fune calata dall’azzurro
le volte che risale
traendomi con sé, dove si cuciono
con sete melodiose
rapide fiammanti oasi di luna.

19 Comments

  • RestLeslie

    31 Ago 2018 at 18:51 Rispondi

    leggerti è specchiarmi, c’è vanità se ti dico che amo ciò che scrivi? :)

  • almerighi

    31 Lug 2018 at 13:28 Rispondi

    ne apprezzo la voglia di libertà oltre le sillabe

  • Carlo Molinari

    31 Lug 2018 at 2:59 Rispondi

    Un insieme di allegorie e di metafore piene di colori, sensazioni, novità per l’animo. Mi è piaciuta molto, complimenti.

  • Matteo

    30 Lug 2018 at 21:28 Rispondi

    Catartica*
    La fine e’ quello che conta.
    L’ascesa

    • Irene Rapelli

      30 Lug 2018 at 22:10 Rispondi

      La fune calata dall’azzurro è il mezzo d’evasione, ovvero l’ascensione (verso la poesia, la bellezza, l’immenso, eccetera).

      • Matteo

        30 Lug 2018 at 22:30

        Mi sembra una bellissima immagine, Irene.

      • Irene Rapelli

        30 Lug 2018 at 22:53

        :-*

  • Un cielo vispo di stelle

    30 Lug 2018 at 16:26 Rispondi

    Poesia, arte, ispirazione come evasione, salvezza. Quanta verità.
    Un esperimento sillabico (leggo) ben riuscito e pieno di senso.

    • Irene Rapelli

      30 Lug 2018 at 16:33 Rispondi

      Chiamo “esperimenti sillabici” quelle mie poesie che, pur avendo una metrica, non sono vere e proprie forme chiuse.
      Questa è un esperimento sillabico perché è nata, settimane fa, come sonetto, ma poi l’ho smontata e rimontata a più riprese, stravolgendone la struttura.
      È un “esperimento sillabico” anche per l’incertezza sulla riuscita.
      Per il resto, hai colto in pieno e ti ringrazio per aver letto. :-*

  • Franz

    30 Lug 2018 at 16:08 Rispondi

    sulfurea bellezza…ciao Irene

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