Fantasia

Umida albeggio, dentro azzurri nudi
il battito delle sillabe inferme
lievi e disciolte nelle arterie rudi
di rami di connessioni malferme
sporte all’ignoto a mia mercé e a preludi
di stelle e movimentate conferme,
otri d’immenso, schiavitù, tripudi
di note magiche in bocca al re verme
tramandato per nome, quello mio
spogliato della menzogna dorata
da sapiente fanciullo prigioniero
dentro l’ego addobbato come dio
nutrito della paura fondata
d’una pulce vicina più allo zero.