La nave folle
non approda, ieri come oggi
nel mare fanno cartello
onde sociali. È sotto il cielo di tutti
la nostra terra lacerata
da feudi e latifondi. L’anima disassata
non ha
bisogno di sé, s’impiglia
dentro la propria rete, ripete il ballo sghembo
del gamberetto. Se l’acqua bolle
s’evapora alle stelle. Come su zattere di legno
credo s’affondi
mai.

Venti reflui
soffiano sull’Atlantico. Trasloca nel Pacifico
il peso d’aria fritta. Lumi fatui
s’accozzano allo scoglio. Il pescato
dentro la pentola
ha lo stesso profumo acre
dal 1789. Ama la prigionia dorata
senz’accorgersi ch’è solamente un tranello
l’olio di cottura.

Ritorno alle mie fioriture azzurre
e dalle nebbie scomposte
conto la leggerezza. Mi cade al suolo
l’anima grave.

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