Foglio bagnato

La nave folle
non approda, ieri come oggi
nel mare fanno cartello
onde sociali. È sotto il cielo di tutti
la nostra terra lacerata
da feudi e latifondi. L’anima disassata
non ha
bisogno di sé, s’impiglia
dentro la propria rete, ripete il ballo sghembo
del gamberetto. Se l’acqua bolle
s’evapora alle stelle. Come su zattere di legno
credo s’affondi
mai.

Venti reflui
soffiano sull’Atlantico. Trasloca nel Pacifico
il peso d’aria fritta. Lumi fatui
s’accozzano allo scoglio. Il pescato
dentro la pentola
ha lo stesso profumo acre
dal 1789. Ama la prigionia dorata
senz’accorgersi ch’è solamente un tranello
l’olio di cottura.

Ritorno alle mie fioriture azzurre
e dalle nebbie scomposte
conto la leggerezza. Mi cade al suolo
l’anima grave.

    1. Ognuno ha le sue “fioriture azzurre”: a me fanno venire in mente, in un’oasi di silenzio, la tensione umana verso le stelle. Anche in senso letterale, sono un angolo di bellezza, che ognuno protegge a modo suo. Grazie per la lettura di questa poesia.

  1. Mi sa di viaggio, quel viaggio mellifluo ed antico di noi poveri umani, un viaggio in partenza degno ma che a metà traversata s’incaglia come una nave di schiavisti in vista del nuovo mondo, peccato che quel mondo è uno scoglio misero e sotto soglia (per usare un eufemismo). Una poesia che veleggia tra un classicismo d’autore e un’anima cruda e metropolitana, una sorta di melting pot che aggroviglia e schianta.
    Apprezzata. Ciao

    1. Il viaggio dell’anima, che s’intrappola in sé stessa e allo stesso tempo in altro, in senso figurato ed anche materiale. Il “pescato” è condizione di schiavitù, in tutti i sensi: anche l’accozzarsi sullo scoglio dei Lumi è prigionia, dopo l’illusione culminata nel 1789.

      Grazie per la lettura e per l’interpretazione. Ho gradito moltissimo il commento.

      Ciao.

  2. dentro la pentola lo stesso profumo acre dal 1789,… un tantino rancido, l’olio rifritto va cambiato chè anche il pescato possa rilasciare miglior sostanza… certo che le cozze abbarbicate allo scoglio hanno vita breve, la murena ha di che insegnare a proposito…un commento ittico ma inerente (credo) al tuo passaggio fortunato quanto il resto dei versi. Ciao Irene

    1. Grazie per la lettura e per l’osservazione: è ciò che intendevo, uno dei tipi di lettura possibili, al di là delle numerose metafore.

      Ciao Daniela. A presto.

    1. È tutta una metafora sull’anima… anche se ciascun lettore può dare, se lo vuole, significati a livelli diversi. Grazie per la lettura: un sorriso, dorato come l’olio fritto.

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