Genere umano

Tutti parlano, parlano, parlano.
L’ininterrotto ruscello di verbi
inonda campi di grano che pochi
devoti al genere umano seminano,
invade case d’amianto o cemento,
idillici cespugli in mezzo al nulla,
distrugge villaggi africani, tetti
di paglia, grotte di sapienza antica,
l’anima bulla sui lucidi schermi,
ma soprattutto l’alito cattivo
uccide le fioriture selvatiche.
Ciascun trotta, trotta, trotta
come uno dei tanti vecchietti imberbi,
s’abbandona a schifosi ansiti rochi
nella cerchia di quelli che dominano,
si rende cieco dietro al paravento
della sua vanagloriosa aria grulla,
distrugge nuovi ebrei in miseri ghetti,
pazzi innocui con il culo all’ortica,
dentro gli frulla l’odio per gli inermi,
ma sopratutto saltella giulivo
pestando le sue carcasse dogmatiche.
Se ognuno tace, nel silenzio giace
un urlo antiumano, non v’è pace
per costui.

4 Comments

  • almerighi

    27 Ago 2018 at 11:20 Rispondi

    l’immagino scritta sull’onda emotiva dei fatti di Genova, comunque sai dare verbo anche utilizzando veri liberi: comunicazione di servizio, domani esce il tuo e book, a presto

  • rinaldoambrosia

    17 Ago 2018 at 16:16 Rispondi

    E sì, il verbo uccide. Piaciuta, grazie Irene.

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