Poesie

Geometria breve

Già sai dov’emigrare — laghi verdi
di foresta lunare, assodati
se ti volgi alla morte, ma se perdi
tutti i lumi r_esisti fra iati
di gocce rovinate, e bisbigli
mal sopportate cose, forse lati
di quadrature a cerchi, e sbadigli
rispondono da allora, tuttavia
li nutri quasi fossero tuoi figli
perché l’ora verrà d’una magia
e sarai ramo scintillante, vivo
a ridosso dell’acqua, una scia
in cui bruciare, ebete e giulivo
come il bimbo che già sei nella vita
che ti ha reso maldestro fuggitivo
da quand’è stata nel rogo bandita.

20 pensieri su “Geometria breve”

  1. Sarino dice:

    sono d’accordo con Flavio, leggendoti ho notato anche io una sorta di volo plastico oltre le mete, oltre l’enfasi della metrica. Libera di sondare con le parole emozioni e altre cose senza per questo ritenere margini e contorni come stabiliti o imposti. Il bello della poesia, in generale, è anche questo, lasciarsi andare, esaudire il “dentro” che abita in noi, che tra l’altro non necessita di “strade” ma di abbeveratoi dove saziarsi di parole. Ecco, nelle tue poesie, ci trovo questo!
    Se posso permettermi, ma è un dato esclusivamente personale che non inficia per niente la musicalità (anzi a volte l’accentua) ne la sostanza, userei meno l’elisione. Ma, come detto, rientra nella mia sfera personale di scrivere (o almeno provarci :) ) poesia.
    In ogni caso complimenti!

    1. Irene Rapelli dice:

      Grazie, anche per il suggerimento sull’elisione: di solito la evito, ma in certi casi a volte la preferisco, anche se concordo sia meglio lasciarla ammuffire.
      Sono assente dal blog, ultimamente, ma tornerò. A presto, e scusa per l’immenso ritardo nella risposta al tuo commento.
      Irene

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