Giro di boa

Tu sei felice e bruna, o mia notte
d’usignoli volanti ebbri di canto.
Sotto la tua coperta s’ode il pianto
degli amanti le cui membra sedotte

con alito di stelle e disincanto
tu dirigi al piacere verso rotte
che il momentaneo oblio subito inghiotte
nel battito smorzo di cuore affranto,

quando il silenzio bisbiglia a gran voce
di mendicanti la cerca di pace,
quando l’universo stesso traduce

l’eterna armonia nell’attimo atroce
d’oceanica morte, quando tace
la bellezza che fuggendo seduce,

quando il tempo ricuce
il senso profondo della mia luce.

2 Comments

  • Francesco Cacciola

    29 Ago 2018 at 0:53 Rispondi

    Ammetto di poter restare incantato …è cosi la poesia…lascia assaporare…spostandosi dalla semplice lettura….il giro boa…può essere tutto…un arrivo…una partenza…un valicare limiti o semplicemente un punto nello spazio immenso…oggi leggendo ho compreso una cosa…e credevo di saperla…la tengo per me…ma la tua linea poetica è molto interessante. Brava

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