I quasi morti

Senza respiro canto silenziosa
sopra una nuvola rosa, lì tace
la pressione e l’atmosfera affannosa
di formicaio saltellante e giace

il brio musicale d’incerta cosa
ed è come le farfalle la pace
posata sulle labbra della rosa
spalancata nella stellante brace

rinata dalla gola in vibrazione
e da una persiana intravedo azzurri
d’urticati scorci della mia vita

dirigersi verso pausa infinita
nel basso in cui si trovano sussurri
replicare la solita canzone

con la verve di barbone
arraffando briciole d’emozione.

Comments

  1. “stellante brace”
    “urticati scorci”
    Sono versi fantastici.
    Mi veniva da scrivere “sono soluzioni”. Perché (anche) questo ti chiede la metrica, il vincolo, la struttura. Di arrovellarti, di fare uno sforzo, di spostare il baricentro, lo sguardo i cerca di una soluzione, un’invenzione. Quasi partecipasse dell’originalità del comporre. Ed è così, in fondo. Difficoltà e prova. E ricchezza (se la bravura assiste).

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