Idillio dorato

L’irto profumo tra gli agrumi
russa coi primi sonnolenti
ventosi ruscelli di luna
calati alle brune colline

dentro case dai tetti rossi
quando le arpe di foglie nude
corde di bosco melodioso
vanno suonando quasi in coro

un inno all’estate scrosciante
in ansiti muti di fuoco
e si dice l’amore sia
la natura selvaggia d’uomo

arsa da sospiri di un’ombra
rude celata negli sguardi
accesi reclusi d’un sogno
cui l’aria fremendo sussurra

distanziando le membra colme
ma non anime spose eterne.

12 Comments

  • almerighi

    20 Set 2018 at 9:03 Rispondi

    è bellissima, lodo la tua capacità compositiva e l’estro che l’anima, hai composto Poesia e pure il commento:

    un inno all’estate scrosciante
    in ansiti muti di fuoco
    e si dice l’amore sia
    la natura selvaggia d’uomo

    • Irene Rapelli

      20 Set 2018 at 9:39 Rispondi

      Sono novenari senza rima, il che ha voluto dire prestare attenzione particolare ad accenti ritmici in posizioni fisse a ogni coppia di versi, oltre ad altre caratteristiche che definiscono assieme a quelli l’effetto finale dei suoni, il tutto fuso con le immagini, con le suggestioni di significati, eccetera. Ho cercato di trasmettere l’atmosfera sensuale attraverso il respiro caldo della natura, prima che con i versi finali che svelano. C’è qualche difetto, ma non ti dico quale, qui: Alberto Rizzi lo ha trovato. Tornando in tema, quando tu dici Poesia con la P maiuscola, mi fai tremare… d’onore e di piacere. Il commento, i quattro versi da te sottolineati, sono il fulcro di tutta la poesia. Ti ricopio la risposta data da me ad Alberto Rizzi nel gruppo di FB, per completare ciò che intendo:

      Sono versi… senza rima, finalmente. C’è qualche aggettivo superfluo, sì: l’irto profumo e i tetti rossi, che servono a completare il novenario, purtroppo (mi sto liberando della metrica a passo lento). Per quanto riguarda gli altri aggettivi delle prime due stanze, questi hanno un ruolo, nel senso che, nell’intenzione che ho realizzato malamente, servono a dare il senso a qualcosa che io sola (forse) percepisco: i sonnolenti ventosi ruscelli di luna, le brune colline, le arpe di foglie nude, il bosco melodioso… dovrebbero, sottolineo il condizionale, contribuire a creare un’atmosfera idillica e seducente, come se il mondo naturale producesse un riverbero a ciò che si rende chiaro alla fine della poesia. In effetti, “russa” può stonare perché fa venire in mente qualcosa di buffo… ciononostante mi piace per l’onomatopea e per il fatto dia un’anima vivente al profumo, un che di “favoloso” (non so se mi spiego). Questa poesia, nella sua imperfetta riuscita, dovrebbe essere letta enfatizzandone i suoni, con cui ho cercato d’anticipare la scena degli ultimi due versi.

      • almerighi

        20 Set 2018 at 9:44

        Rizzi sa leggere con testa e cuore, io mi limito spesso al cuore, inteso non come essere di bocca buona, ma per le emozioni e le sensazioni che una lettura mi crea.

      • Irene Rapelli

        20 Set 2018 at 9:57

        Apprezzo molto tu tenda a cogliere direttamente l’anima dei testi, cosa che non significa essere di bocca buona. Apprezzo molto anche Rizzi, perché, come sai, sto cercando di crescere sia d’anima sia di tecnica, quindi le sue osservazioni mi sono preziose.

      • almerighi

        20 Set 2018 at 10:23

        giustissimo, Rizzi oltre che essere uno dei miei poeti preferiti è anche molto, molto competente

      • Irene Rapelli

        20 Set 2018 at 10:29

        La sua competenza si percepisce a miglia di distanza da piccole osservazioni, così come la tua capacità di selezionare poesie di qualità (oltre che di scriverne): non parlo delle mie, non sarei oggettiva, ma di quelle d’altri che inserisci nel tuo blog, il cui accostamento alle mie, più o meno riuscite a seconda dei casi, mi riempie d’orgoglio.

      • almerighi

        20 Set 2018 at 10:38

        ti ringrazio, ma credimi, Rizzi è molto più competente di me

      • Irene Rapelli

        20 Set 2018 at 10:46

        Non ringraziarmi. :-*

  • Matteo

    19 Set 2018 at 21:28 Rispondi

    Un dipinto blu argento.
    Intenso…

  • Carlo Molinari

    18 Set 2018 at 2:17 Rispondi

    Molto intensa e scritta con dovizia e maestria. Complimenti!

    • Irene Rapelli

      18 Set 2018 at 2:33 Rispondi

      Grazie. Ho penato assai per posizionare correttamente gli accenti necessari, visto che si tratta novenari senza rima (la quale aiuta, e talvolta maschera i difetti ritmici dei versi).

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