Il brusio dei ciliegi

Ellissi d’oro
sul fondo d’uno stagno,
falci di luna
piegate in loro stesse
dentro uno sguardo.

Giovane uomo,
la tua bocca ridente
copia la luna,
ma è tomba di pietra
il suolo calpestato.

A piedi scalzi
ti pungi, rincorrendo
l’amata luna,
ma il tuo sangue non bagna
il suo lato nascosto.

Amara pioggia
raccogli fra le ciglia,
poi è tempesta
– rapita da una nube
la luna non ti sente.

11 Comments

  • Carlo Molinari

    29 Giu 2018 at 17:37 Rispondi

    Molto intrigante e accattivante… Adoro la luna e anch’io scrivo spesso dell’esistenzialismo e di tracce di sangue che lo intendo più come elemento purificatore che come segno o sinonimo di bruttura…

  • Antonella

    29 Giu 2018 at 0:01 Rispondi

    Che bella! Concordo con Franz 😀

  • Franz

    28 Giu 2018 at 23:59 Rispondi

    Notevolissima! Eccellente. Un gioiellino proprio.

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