Il capro

Vesto i panni sporchi di qualcuno
e le stelle nell’abito di cartone
e d’umanità miserabile
tingo la pelle mimetica.
Guarda: un gruppo di locuste in taffetà
sulle strisce pedonali
non ha briciole d’alienità.
Ricamo foglie nel verbo
e tra le croste a margine degli occhiali
c’è la mia stramba identità.
Il cuore sotto il legno
è un pesco gentile. Senti: un’ode
sulle bocche degli animali
inquina il mio rumore.
Insetti dei carnevali
con la notte reclamano viva o morta
la testa d’un giaguaro.

2 pensieri su “Il capro

  1. è bello poter finalmente ricommentare buona poesia, grazie!
    Senti: un’ode
    sulle bocche degli animali
    inquina il mio rumore.
    ed è altrettanto bello leggere questi versi

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