Il grande sparo di cannone

È finta quiete in cui riposare
il caos dentro le neonate braci
— lo starnuto di comuni allergie
del naso divino, il naufragare

in un bicchiere d’acqua quasi pieno
rischiando l’evasione da un confine
di vetro divisore di pattume
straripato più tardi nel rio ameno

del marasma co(s)mico universale
con un botto di capodanno: toh!
È l’ammissione con un vero boh
d’inossidabile ignoranza anale

il peto gigante che sparse attorno
particolato d’atmosfere morte
le quali presero strade contorte
finché la torta non uscì dal forno

e ciò che noi crediamo sempiterno
è miasma di stelle

sputato dall’interno.

23 pensieri su “Il grande sparo di cannone

      • E’ bella tutta ma il finale in particolare.
        Mi piace il tono “burlesco” ma profondo.
        Musicalità impeccabile

      • Stavo scherzando, con il “fiuuu”.

        Il fatto è che a volte sono talmente dissacrante che rischio di perdere di vista l’obiettivo, che qui ho chiuso con gli ultimi 3 versi che tu hai evidenziato, o di apparire volgare e perdere di vista quel non so che d’impalpabile che distingue la poesia dal resto… per questo il mio “fiuuu”.

      • Tu devi fregartene!
        Le cose più belle nascono da sole.
        Non devi razionalizzare l’arte.
        L’arte è irrazionale.
        Irreale.
        Tu puoi fare tutto.
        Sei come Dio e l’arte è il tuo Paradiso.

      • “Sei come Dio e l’arte è il tuo Paradiso”.
        Imparo a fregarmene ogni giorno di più, ma devo aumentare la dose! La frase che hai virgolettato è la sintesi.

      • Bene!
        E’ così che devi fare…
        lasciati andare.
        Deve essere come una fase orgasmica.
        Non bloccarti, raggiungi i tuoi desideri.
        Hai molto talento e non hai di che temere*

      • Mi trovo sulla cima d’una rupe: sopra di me la notte che splende, sotto di me una voragine di fuoco. Sono in equilibrio precario, col talento, ma ho capito che intendi.

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