Il miglio verde

Incendiamo per condanna – la morte
bella e primitiva, l’innominato
cigolio per la notte: le sue porte
chiudono il brulichio nel vuoto alato

e oltre l’uscio l’universo, la corte
divina sull’Olimpo fulminato,
e stelle e mondi con le braccia sporte
attendono – nel ghiaccio del suo prato.

Al suo limite un guado d’infinita
fatica di percorrenza, un salto
nell’argentea polvere che si libra

sugli umani di più cocciuta fibra
i quali dopo aver mirato in alto
ahimè sparano al cuore della vita

– una stasi fiorita
d’atti mancati, la campana e il tuono
farà poesia su un frainteso dono.

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