L’anima non si sa ove tenga casa
e quando tace soliamo ascoltare
un cuore ossimorico che si basa
sul giro dei pesci per l’aspro mare

e se ancora non si trova la casa
v’è il fiume con un lento sussurrare
al moto poetico di un’evasa
finché le sillabe non siano chiare

e se la casa si fa latitante
ecco le beäte, aliene stelle
sbottare di noi che siamo nessuno,

ecco un vento insolente e inopportuno
pizzicare, andando dietro a quelle,
ecco un’ombra del paesaggio bruciante

da vera lestofante
spingerci a un sol millimetro dal fosso
e le nubi farci la pipì addosso.