Il moto poetico di un’evasa

L’anima non si sa ove tenga casa
e quando tace soliamo ascoltare
un cuore ossimorico che si basa
sul giro dei pesci per l’aspro mare

e se ancora non si trova la casa
v’è il fiume con un lento sussurrare
al moto poetico di un’evasa
finché le sillabe non siano chiare

e se la casa si fa latitante
ecco le beate, aliene stelle
sbottare di noi che siamo nessuno,

ecco un vento insolente e inopportuno
pizzicare, andando dietro a quelle,
ecco un’ombra del paesaggio bruciante

da vera lestofante
spingerci a un sol millimetro dal fosso
e le nubi farci la pipì addosso.

5 thoughts on “Il moto poetico di un’evasa

  1. originalissimo…non è facile costringere in griglia metrica il sentire d’abisso nel quotidiano… ci sei…ci sei…le parole ti obbediscono…

      1. ecco brava! l’umore giocoso apre sentieri alla danza dei versi…vanno via che è una bellezza, così…

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